Culture / “150 anni contro”


Il Circolo Anarchico Berneri di Bologna un programma di contro-corsi: “Alla storia della nascita dello stato vogliamo contrapporre le storie delle rivolte, dei movimenti popolari, delle insurrezioni, delle resistenze nell’arco di questi 150 anni.

17 aprile 2011 - 20:23

IL CIRCOLO ANARCHICO CAMILLO BERNERI PRESENTA:

150 ANNI CONTRO. CONTRO-CORSI SULLA STORIA D’ITALIA

1861- 2011: 150 ANNI DI RIVOLTE E REPRESSIONI

giovedì 7 aprile h 16,30 @ Istituto d’arte, via Marchetti 22 Bologna:
“Costruzione di una nazione: l’Unità, il brigantaggio, la questione meridionale. Carlo Pisacane, un rivoluzionario misconosciuto.” intervento di Giuseppe Galzerano

mercoledì 11 maggio h 21,00 @ XM24 via Fioravanti 24, Bologna:
“Una prospettiva di genere sul colonialismo italiano” intervento di Nicoletta Poidimani
“Corpi coloniali e corpi per la nazione” intervento di Vincenza Perilli

sabato 14 maggio h 17,00 @ Circolo Anarchico C. Berneri, piazza porta S.Stefano 1 , Bologna:
“Rivolte popolari e repressione statale tra ‘800 e ‘900” intervento di Claudio Venza
“La settimana rossa” intervento di Laura Orlandini

sabato 21 maggio h 17.00 @ Circolo Anarchico C. Berneri, piazza porta S.Stefano 1 , Bologna:
“La quaestio linguistica: costruzione della lingua, repressione delle lingue” intervento di Pippo Gurrieri

sabato 28 maggio h 17.00 @ Circolo Anarchico C. Berneri, piazza porta S.Stefano 1 , Bologna:
“La resistenza tradita. Speranze e delusioni nel secondo dopoguerra” intervento di Italino Rossi

sabato 11 giugno h 17.00 @ Circolo Anarchico C. Berneri, piazza porta S.Stefano 1 , Bologna:
“Anni ’70 e lotte carcerarie: il Movimento dei Dannati della terra, l’esperienza dei N.A.P.” intervengono Sante Notarnicola e Valerio Lucarelli

L’idea dei contro-corsi nasce da una forte critica del sistema dell’istruzione nel suo complesso, oltre che alle riforme dell’istruzione varate negli ultimi anni, le quali sia dal punto di vista economico che contenutistico portano conseguenze sempre più gravi per gli studenti di oggi e di domani.

L’istruzione infatti, sia nei modi che nei contenuti, è specchio dell’organizzazione sociale che si vuole continuare a perpetrare: la società del profitto e autoritaria. Le ultime riforme scolastiche sono chiaramente volte ad acuire sempre più la divisione sociale, anche e soprattutto tramite la divisione del lavoro.

L’idea di tenere dei contro-corsi di storia vuole mettere in discussione l’operazione politico-ideologica che tramite le celebrazioni dei 150 anni di esistenza dello stato italiano, tende a rinsaldare il nazionalismo. L’unità dello stato non è un’unità della nazione ma rappresenta il dominio delle classi dirigenti e la loro continuità storica.

Il mito risorgimentale è costruito per la legittimazione delle classi al governo che come in tutto il mondo ottengono e mantengono il loro ruolo tramite la guerra e l’oppressione.

Diamo uno sguardo diverso al passato: la storia che ci propongono è un meccanico concatenarsi di eventi che prevede come punto ultimo la creazione dello stato e della democrazia visti come massimo vertice di civiltà e come miglior meta a cui aspirare.

Tutto ciò che succede all’interno della nazione benedetta da parlamento e costituzione, viene presentato come una serie di disordini che comunque vengono ridimensionati. È il caso di rimettere in discussione l’approccio alla storia e di sentirla non come mera cronologia ma come esperienza a cui guardare con tutte le sfumature di ogni momento specifico, per una nostra maggiore consapevolezza del presente e per evitare la strumentalizzazione a fini nazionalistici.

Alla storia della nascita dello stato vogliamo contrapporre le storie delle rivolte, dei movimenti popolari, delle insurrezioni, delle resistenze nell’arco di questi 150 anni.

La storia che oggi viene narrata nelle celebrazioni (dalle sedi istituzionali, alle piazze e nelle scuole) è la storia dei potenti, modellata alle necessità di governo dell’oggi, e quindi non fornisce un

armamentario critico-concettuale che permetta di farsi un’idea e un proprio giudizio sugli avvenimenti storici e sul presente, nè tantomeno alimenta l’immaginazione della possibilità di mutare il suo corso.

Le storie che tratteremo nei contro-corsi sono le esperienze e le speranze che le popolazioni della penisola e delle isole hanno vissuto le per le quali hanno lottato per un futuro di libertà, uguaglianza e solidarietà.

Quindi perchè i contro-corsi itineranti? Perchè siamo contro l’opposizione gerarchica insegnante-allievo, contro un’unica storia, contro l’asetticità e l’aspetto totalizzante dell’ambiente accademico,

contro la storia dei padroni, quella istituzionale, contro l’istruzione a pagamento.

Contro il corso della storia, per l’anarchia.

www.circoloberneri.indivia.net

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