11 novembre, occupy everything! [comunicati]


I comunicati di TimeOut (assemblea il 3 novembre in Salaborsa), Cas (corteo l’11 novembre da piazza San Francesco) e “indignate ed indignati” (assemblea mercoledì 2 novembre al Tpo).

29 ottobre 2011 - 19:09

Ora tocca a noi – Be Everywhere, Occupy Everything

È finito il tempo delle manifestazioni utili solo all’espressione di un’opinione collettiva. La brutalità della crisi sulle nostre vite e la lontananza della politica (quella con la p minuscola) ci costringono a fare un passo oltre, a riprendere – per quanto molto difficile – nelle nostre mani la Politica (quella con la p maiuscola). Vale a dire la capacità di risolvere collettivamente i problemi che soffocano la nostra vita quotidiana. Solo mettendo in comune le nostre difficoltà e le nostre competenze (qualunque esse siano) avremo la possibilità di cambiare le cose, di avere la forza necessaria per sottrarci alle decisioni di chi ci governa ma vuole solo i profitti delle banche; per fondare un nuovo modo di fare democrazia.

Ci siamo incontrati e incontrate giovedì 27 nell’auditorium, stracolmo di gente, della Salaborsa. Le proposte sono state subito tante: autoriduzioni, azioni contro banche ed Equitalia, occupazione di spazi da utilizzare per assemblee pubbliche, dormitori, asili, ecc.. C’è evidentemente un bisogno diffuso di mettersi in gioco perchè la situazione è critica per tutt*, anche se non nello stesso modo.

Sono emerse molte proposte concrete che provano a rispondere a questa domanda: come ci organizziamo per migliorare le nostre condizioni di vita? La sfida non è semplice ma nessuno, a parte, noi può affrontarla.

Abbiamo deciso di rivederci giovedì 3 novembre alle 20 ancora in Salaborsa per rendere immediatemente operative quelle proposte e immaginarne delle altre; per aprire delle battaglie contro chi giorno dopo giorno ci costringe alla miseria del presente; per inventarci un nuovo modo di affrontare insieme i nostri problemi e di prendere delle decisioni collettive; per preparare, anche a Bologna, la giornata di mobilitazione transnazionale dell’11 novembre, lanciata dalla piazza occupata di Wallstreet da chi, come noi, ha deciso di ribellarsi alla precarietà e all’impoverimento generale imposti dalla finanza.

Saremo dappertutto, occuperemo tutto!

TimeOut

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Corteo studentesco: noi il 99% al 100% in movimento

Venerdì 11 novembre alle 9 in piazza San Francesco

Un’altra giornata di mobilitazione globale contro le cricche del potere finanziario che controllano le nostre vite e contro l’austerity.

11.11.11 Torniamo ad invadere le piazze, e diamo avvio a questo nuovo periodo di rivolte e occupazioni per riprenderci il futuro e ricaccire ai mittenti la loro crisi.

Dopo le prime mobilitazioni transnazionali, dopo le rivolte arabe, gli UK riots, le acampadas spagnole, è giunsto il momento di cacciare via questa classe dirigente composta da politici, strozzini e banchieri, che vorrebbero farci pagare il prezzo del loro debito.

Partiamo riprendendoci la città, per tornare nelle scuole e nelle università e dare avvio ad un periodo di occupazioni in contemporanea in tutta Italia.

Trasformiamo le nostre scuole in luoghi di discussione, connessione e creatività, torniamo a coospirare insieme per cacciarli via tutti!!!

SE NON ORA QUANDO SE NON NOI CHI!

BANCHE POLITICI E STROZZINI AVETE LE ORE CONTATE!

NOT OUR DEBT…WE ARE YOUR CRISIS!

QUE SE VAYAN TODOS!

Collettivo Autonomo Studentesco

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Occupy The Streets. Occupy The World.

Analizzando la data del 15 Ottobre abbiamo visto l’affermarsi di un’esigenza comune che guarda ad una ripresa di parola collettiva in merito alla crisi sistemica e strutturale che stiamo vivendo in ogni angolo del pianeta: più di 1000 manifestazioni in un centinaio di paesi di tutto il mondo si sono opposte alle politiche di austerità globale in ricerca di un’alternativa al fallimento di questo sistema. I 500000 e il 99% non sono soltanto dei numeri, ma sono sintomo di una possibilità.

In questo fiume di indignazione globale il comune politico si esprime attraverso una partecipazione ampia , eterogenea e nuova: le mobilitazioni studentesche cilene, le acampadas spagnole, gli occupanti di Wall Street, i protagonisti delle proteste contro i diktat della Bce e del Fmi e i 500000 del corteo romano hanno saputo esprimere un potente desiderio di cooperazione e trasformazione. United for Global Change, questo il mood su cui si sono sintonizzate le lotte ai quattro angoli del pianeta.

Il percorso che in Italia ha preceduto la più grande manifestazione autorganizzata degli ultimi 40 anni, ha visto l’unità come condizione necessaria di partenza. Su un punto siamo tutti d’accordo: è necessario mettere in comune il portato delle differenti lotte. Questo significa che non possiamo difendere i diritti del lavoro senza reclamare al tempo stesso un nuovo welfare, che costruire un’altra università è parte di quel percorso per la difesa dei beni comuni che in modo chiaro si è espressa nei referendum del 12 e 13 Giugno, che una vera redistribuzione della ricchezza passa per il contrasto a inutili grandi opere.

Da Bologna guardavamo al 15 Ottobre in questa direzione, attraversando le assemblee contro il finanziamento di un progetto come il people mover, confrontandoci con i precari colpiti dai tagli ai servizi sociali, restando uniti nelle lotte per la difesa dei diritti e della dignità dei migranti, chiedendo a gran voce un reddito di cittadinanza. E nella stessa direzione si sono caratterizzate le due assemblee pubbliche successive al 15/10 che hanno aperto all’interno del Tpo un cantiere cittadino di idee, di confronti, che vuole cogliere l’altezza della sfida globale che si apre davanti a noi.

Per questo, come assemblea pubblica, abbiamo deciso di assumere la data di mobilitazione territoriale lanciata dagli occupanti di Zuccotti Park prevista l’11/11/11, non per cabala, ma per affermare la volontà di essere protagonisti e complici nel nostro territorio di una trasformazione che guarda al futuro di tutte e tutti noi.

L’invito è quello di incontrarsi mercoledì 2 novembre h 21 presso il Tpo, via Casarini 17/5, per continuare una discussione aperta a tutte le soggettività, le associazioni, a tutti i pezzi di una città che vuole ricomporsi nelle lotte, costruendo in maniera condivisa e vera le pratiche e gli obiettivi di un agire politico comune.

Le indignate e gli indignati in assemblea

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