«Respingiamo Maroni», domiciliari e obbligo di firma per sette attivisti che parteciparono al corteo


Pesantissime misure cautelari contri sette attivisti che parteciparono alla manifestazione cittadina lanciata dall’Onda contro la presenza del Minisro dell’Interno a Bologna il 28 settembre 2009.

21 settembre 2010 - 13:56

La procura di Bologna ha chiesto l’obbligo di firma per sei attivisti bolognesi e i domicialiari per un settimo che il 28 settembre dello scorso anno  contestarono la presenza del Ministro Maroni. Il corteo  contro la visita di Maroni a cui parteciparono  gli studenti dell’Onda, e gli attivisti di  Tpo e Crash portando in piazza canotti, salvagenti e materassini gonfiabili, per “respingere” il ministro e protestare  contro  le politiche xenofobe e razziste dei respingimenti, riuscì raggiungere via Cartoleria dove la polizia in assetto antisommossa bloccò la strada  e caricò i manifestanti.

“Sono misure gravissime- protesta Gianmarco De Pieri del Tpo- e per una contestazione totalmente pubblica, di un anno fa, contro il ministro Maroni”. Nel pomeriggio è attesa una conferenza stampa per rispondere all’ennesimo svolta repessiva della procura.

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