«Gheddafi assassino», blitz in tuta bianca all’Unicredit


Venti attivisti del Cm Panenka irrompono nella sede centrale di via Zamboni del gruppo bancario di cui è comproprietario il dittatore libico, poi incursione al rettorato dell’Alma Mater, di cui Unicredit è tesoriere

03 marzo 2011 - 16:50

Riferiscono in una nota gli attivisti del Circolo Metropolitano Panenka di aver fatto irruzione in via Zamboni 20, vestiti di una tuta bianca «in funzione non solo di tutela, ma come strumento dell’agire collettivo, simbolo dell’invisibilità che oggi circonda le richieste di democrazia del popolo libico», e coperti da una maschera raffigurante Gheddafi.

Gli attivisti, che raccontano di aver acceso fumogeni, attaccato foto dei massacri nel deserto e in mare, esposto uno striscione che recitava «Banca complice di genocidio», denunciano che l’8% del capitale del gruppo è in mano al dittatore, che ne trarebbe i finanziamenti per massacrare il popolo libico.

Poco dopo replica del blitz in via Zamboni 33, al Rettorato dell’Alma Mater (di cui Unicredit è tesoriere), dove i giovani del Panenka, arrivati con un fantoccio del rais «con la scritta “dittatore, assassino, Tesoriere Unibo”» dicono di aver chiesto di parlare con il rettore Dionigi ottenendo però solo un’incontro con il prorettore Nicoletti, che nella nota viene definito «impermeabile» alle istanze dei dimostranti e «beffardo». Anche in questo caso attaccate fotografie.

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